Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica – PRMTL

Il Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl della Regione Lazio

La precedente normativa regionale (Legge Regionale n. 37/87[1]) attribuiva al Piano regionale dei trasporti- Prt la natura di atto di programmazione settoriale pluriennale ed imponeva che il Prt fosse formulato in aderenza agli indirizzi ed obiettivi del Piano Generale dei Trasporti-Pgt; che fosse basato, inoltre, su una visione integrata dei vari modi di trasporto e delle relative infrastrutture; e che configurasse, infine, un sistema dei trasporti funzionale alle previsioni di sviluppo e di assetto territoriale della Regione.

Un documento di Piano è stato elaborato nel 1992, ma non è mai stato approvato dal Consiglio regionale. Il documento, assumendo gli indirizzi strategici del Piano Generale dei Trasporti-Pgt, aveva predisposto un insieme di obiettivi di razionalizzazione con incremento dell’offerta di trasporto e dell’efficienza del trasporto e con riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane e suburbane ed un insieme di obiettivi di riequilibrio territoriale su scala regionale attraverso l’apertura dei sistemi dell’Alto e del Basso Lazio verso il contesto nazionale; su scala sub-regionale attraverso lo sviluppo della accessibilità delle aree marginali; e con riequilibrio modale attraverso interventi infrastrutturali o di politica economica.

Attualmente è la Legge Regionale n. 30/1998 e s.m.i., ai sensi dell’art. 11, a disciplinare il Prt. Di fatto, la Regione ha il compito di adottare il Piano regionale dei trasporti - Prt, “in conformità agli obiettivi generali della programmazione socio-economica e territoriale regionale, […] inteso a realizzare l’integrazione dei vari modi di trasporto, configurando un sistema coordinato di trasporti funzionale alle previsioni di sviluppo socio-economico e di riequilibrio territoriale della Regione”.

Il Prt, nel rispetto dei criteri funzionali alle esigenze di organizzazione del territorio e della mobilità, individua:

  • le azioni politico-amministrative della Regione nel settore dei trasporti nel breve e medio termine;
  • le infrastrutture da realizzare che interessano il settore;
  • le unità di rete e la rete dei servizi minimi regionali, ovvero quei servizi di trasporto qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di mobilità dei cittadini laziali;
  • le misure per assicurare l’integrazione tra i vari modi di trasporto, con l’obiettivo di decongestionare il traffico, ridurre i tempi di percorrenza e disinquinare l’ambiente.

Nel marzo 2005 la Regione ha reso pubblico lo “Studio preliminare e le Linee guida per l’avvio del Piano regionale dei trasporti”, la cui redazione era prescritta dal Piano Generale dei Trasporti e della Logistica - Pgtl del 2011.

L’Assessorato alla Mobilità della Regione Lazio, considerata la complessità di un intervento organico sulla mobilità del territorio, non ha “ritenuto sufficiente agire attraverso un Piano regionale trasporti, che ha l’esclusivo compito di soddisfare una domanda di mobilità formata su una crescita del territorio spontanea e non governata”. Si è quindi optato per la stesura del Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl, strumento principale di pianificazione regionale.

Nel 2006 la Direzione regionale trasporti ha incaricato l’Agenzia Regionale per la Mobilità-Aremol della redazione del Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl.

Con Delibera di Giunta Regionale n. 358 del 29 Maggio 2007 sono state approvate le Linee guida del Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl che hanno:

  • definito le linee di indirizzo della politica regionale, tenendo conto della necessità di garantire accessibilità, competitività e integrazione della Regione Lazio in ambito nazionale ed europeo;
  • stabilito che il Piano-Prmtl deve individuare prioritariamente l’assetto complessivo da dare alla mobilità regionale, definendo un sistema a rete in grado di soddisfare la domanda col minimo costo ma con un livello di servizio e comfort tale da spostare la mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico;
  • evidenziato l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio trasportistico attraverso lo sviluppo di sistemi integrati e competitivi, basati su tecnologie avanzate, compatibili con l’ambiente e la sicurezza;
  • indicato che la Regione, per il trasporto merci, si doti di strumenti di programmazione e pianificazione delle infrastrutture di trasporto intermodali e logistiche.

La Regione Lazio con Delibera di Giunta Regionale n. 260 del 7 Agosto 2013 ha approvato gli indirizzi per la stesura del Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl.

Tali indirizzi definiscono la possibilità di individuare politiche, strategie e strumenti che consentano una crescita sostenibile del territorio, al fine di raggiungere alcuni degli obiettivi principali indicati dall’Unione Europea. È indispensabile che la Regione assuma, per un rilancio del settore dei trasporti, in termini di competitività, un ruolo fortemente propositivo, adottando una visione integrata del sistema della mobilità laziale attraverso il Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl.

Il progetto di costruzione di un nuovo modello di trasporto pubblico nel Lazio ed il perseguimento di maggiori livelli di efficienza sono anche le condizioni indispensabili per poter ridefinire con il Governo le risorse attualmente destinate alla Regione Lazio e a Roma Capitale per l’offerta di trasporto, secondo criteri di maggiore equità rispetto alle altre realtà italiane e per un servizio migliore e meno costoso per i cittadini. Tale pianificazione dovrà mirare a riportare equilibrio e razionalità tra le diverse esigenze degli enti locali, premiando quelli che privilegiano politiche volte a favorire il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile.

Il Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica - Prmtl dovrà individuare delle politiche nonché delle strategie che consentano di raggiungere alcuni degli obiettivi principali indicati dall’Europa, quali:

  • migliorare la qualità della vita per i cittadini europei;
  • ridurre l’impatto ambientale causato dalle emissioni;
  • contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Europa mediante carburanti alternativi;
  • rendere le Regioni europee più competitive.

Il Piano-Prmtl, quindi, studierà e definirà:

  • un sistema integrato di mobilità intelligente che permetta di ridurre l’impatto ambientale causato dalle emissioni dei trasporti e di decongestionare la viabilità stradale, di contribuire al rifornimento energetico alternativo e di migliorare la qualità della vita tenendo conto delle esigenze ecologiche, economiche e sociali;
  • un sistema integrato tra la città di Roma, la sua area metropolitana e le diverse zone regionali, valorizzando le vocazioni strategiche dei singoli luoghi così da decentrare le funzioni e i centri dello sviluppo nei Comuni della Regione, al fine di diminuire la necessità dello spostamento;
  • un coordinato piano di investimenti sulla mobilità sostenibile che rilanci le scelte strategiche fatte in precedenza attraverso il potenziamento e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, incrementando il sistema del trasporto su ferro ed il trasporto pubblico in generale;
  • un’offerta di trasporto in grado di garantire l’attuale e la futura domanda, tenendo conto dell’esplosione di quest’ultima che entro venti anni renderà inadeguati tutti i sistemi di trasporto utilizzati oggi, soprattutto in termini di congestione. Il quadro della mobilità a livello globale in termini di inquinamento, congestione e sicurezza, già oggi critico, è destinato a diventare ancora più pesante;
  • iniziative che possano migliorare l’efficienza, l’integrazione e la sostenibilità del trasporto merci, garantendo una logistica competitiva in un ambiente meno inquinato;
  • priorità di intervento, verificando i necessari aggiornamenti anche in virtù della congiuntura economica e della conseguente diminuzione di risorse pubbliche. La nuova elaborazione ed il monitoraggio saranno partecipate, in una logica di collaborazione interistituzionale e di tutte le componenti sociali e economiche. Fondamentale sarà allineare gli strumenti di pianificazione ai diversi livelli (Province, Roma Capitale e Comuni) per promuovere azioni concertate.

L’obiettivo del Piano sarà quello di promuovere lo studio e il monitoraggio dei fenomeni e delle problematiche relative alla mobilità delle persone e delle merci, alle infrastrutture, al trasporto ed alla logistica, contribuendo alla realizzazione di iniziative e progetti strategici in grado di generare ricadute positive a favore di tutto il territorio. Il Piano dovrà rispondere alle esigenze dei cittadini ed allo stesso tempo garantire un uso efficiente delle sempre minori risorse pubbliche riducendo gli impatti negativi sull’ambiente. Il Piano dovrà provvedere ad aumentare la spesa per infrastrutture pubbliche anche coinvolgendo risorse private per il finanziamento di interventi prioritari.

La governance dovrà essere semplificata per ridurre il numero di attori e dare regole chiare definendo in modo univoco ruoli e responsabilità dei diversi soggetti istituzionali nelle fasi di pianificazione, attuazione e controllo del sistema dei trasporti, ma al contempo garantendo la partecipazione attiva delle rappresentanze dell’utenza.

Le aree strategiche su cui il Piano dovrà intervenire saranno:

  • L’assetto del territorio. Il Piano dovrà prevedere un’integrazione tra spazio, economia ed accessibilità e rafforzare le potenzialità dei vari centri urbani regionali, realizzando collegamenti più efficienti di trasporto pubblico locale e migliorando l’accessibilità ai sistemi urbani ed alla rete del trasporto dei passeggeri e delle merci.
  • Il sistema ferroviario. Il Piano dovrà prevedere l’acquisto di nuovo materiale rotabile, il miglioramento tecnologico degli impianti del network regionale e di alcuni nodi fondamentali finalizzato a potenziare i grandi bacini dei Castelli, Valle del Sacco, Tiburtino e Litorale sud. Il servizio ferroviario regionale dovrà essere cadenzato ogni 10/15 minuti; verrà prevista l’eliminazione dei passaggi a livello, il raddoppio di alcune tratte fondamentali (Fl2, Fl3, Fl8 e la ferrovia concessa Roma-Viterbo), l’attuazione degli interventi ritenuti fondamentali per il nodo di Roma (passanti e chiusura dell’anello), l’eliminazione dei colli d’oca, la realizzazione di nuovi punti di incrocio. Per quanto riguarda le stazioni, il Piano, oltre al completamento della nuova stazione di Roma Tiburtina e all’ammodernamento della stazione Termini, presumerà la riqualificazione dei nodi di interscambio in una logica intermodale e di mobilità sostenibile (posteggi per biciclette, servizi di bike sharing e car sharing, etc.), al fine di rendere le stazioni più sicure e accessibili, in particolar modo per i disabili. Inoltre, il Piano dovrà provvedere al miglioramento dei collegamenti con il sistema portuale e aeroportuale: valorizzando il sistema portuale del basso Lazio e quella del collegamento tra Orte e Civitavecchia, già in fase di progettazione, nonché potenziando i collegamenti tra la città di Roma e l’aeroporto di Roma Fiumicino, per il quale è previsto il rafforzamento del ruolo di primario Hub intercontinentale europeo.
  • Il sistema stradale. Il Piano, al fine di migliorare la sicurezza stradale e decongestionare il traffico, dopo aver valutato i flussi di traffico passeggeri e merci ed individuato i punti critici, indicherà gli interventi infrastrutturali di adeguamento e le nuove realizzazioni.

In particolar modo si analizzerà attentamente il completamento di alcune arterie viarie come la superstrada Orte-Civitavecchia e Frosinone-Cassino, il collegamento con l’autostrada A1 della Cisterna-Valmontone e collegamenti trasversali che dovranno aggiungersi al Gra/A90 e alle trasversali nord (Orte-Civitavecchia) e sud (Sora-Cassino-Formia).

  • Il sistema portuale e marittimo. Il Piano dovrà prevedere la valorizzazione del porto di Civitavecchia soprattutto in riferimento al traffico merci anche attraverso le connessioni con le infrastrutture di trasporto terrestre, nonché lo sviluppo del porto commerciale di Fiumicino. Per il potenziamento della mobilità turistica il Piano dovrà verificare la possibilità di realizzazione delle Metropolitane del mare e dovrà promuovere l’inserimento dei porti laziali nella rete Ten-T, in riferimento alla piattaforma logistica del Mediterraneo, al fine di disporre di finanziamenti comunitari fondamentali per lo sviluppo dei porti.
  • Il sistema aeroportuale. Il Piano, relativamente l’importante obiettivo di modernizzazione dell’aeroporto di Roma Fiumicino, dovrà valutare l’impatto ambientale delle opere previste nel Master Plan di AdR, nonché individuare un nuovo efficiente sistema infrastrutturale, sia stradale che ferroviario, con interventi atti a migliorare soprattutto l’accessibilità degli scali, quali la creazione di nuovi tracciati, svincoli, e terminal ferroviari.

Inoltre, l’aeroporto di Ciampino, sovraccaricato dalla crescita esponenziale di voli low cost, dovrà essere adeguatamente collegamento con la rete di trasporto pubblico regionale e di Roma, ipotizzando un collegamento di tipo metropolitano di superficie.

  • I sistemi urbani. Il Piano dovrà identificare idonei strumenti di intervento per conseguire obiettivi di sostenibilità economica, ambientale e sociale, considerando la mobilità tra sistemi urbani, quali il miglioramento dell’accessibilità e delle connessioni con le grandi reti, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, la sicurezza stradale, la mobilità dei diversamente abili. Dovrà prevedere una armonizzazione delle regolamentazioni per l’accesso dei veicoli merci, degli incentivi alla realizzazione di sistemi di informazione integrati (prevedendo l’integrazione tra sistemi di trasporto e quella con altre funzionalità urbane). Inoltre, il Piano dovrà ottenere finanziamenti dal Governo e/o dall’Unione Europea per interventi sulla mobilità sostenibile come i nodi di scambio, le corsie preferenziali, i corridoi della mobilità per i mezzi pubblici, le piste ciclabili protette ed estese a tutta l’area urbana ed extraurbana, i parcheggi per le biciclette, il car sharing ed il bike sharing.
  • I sistemi logistici e l’intermodalità merci. Il Piano dovrà prevedere una rete di nodi (porti, aeroporti, interporti, terminal intermodali, scali, piattaforme logistiche) caratterizzati e distinti funzionalmente, su cui impostare l’organizzazione dell’intermodalità strada-rotaia e terra-mare. A tal fine occorrerà puntare alla specificità, al miglioramento dell’accessibilità ed ad individuare quegli interventi sulla rete stradale e ferroviaria necessari per il relativo potenziamento, alla distribuzione urbana delle merci secondo tecniche ecocompatibili, ad azioni che favoriscano l’uso efficiente e sostenibile di più modi di trasporto.
  • La riorganizzazione del Tpl e l’intermodalità passeggeri. Il Piano non potrà prescindere dalla razionalizzazione dei Contratti di servizio e dall’efficientamento delle stesse aziende titolari dello stesso contratto. Il Tpl dovrà essere pianificato in un’ottica di intermodalità in modo da realizzare l’integrazione tra trasporto privato e trasporto pubblico e l’integrazione tra ferro e gomma, migliorando l’accessibilità alle stazioni ferroviarie e alle autostazioni, verificando l’offerta di parcheggi in tali nodi e pianificando la rete autobus di adduzione alla rete ferroviaria. Il Piano dovrà verificare gli attuali servizi minimi, razionalizzare e/o specializzare la rete e sincronizzare gli orari, per evitare inutili duplicazioni e sprechi, per migliorare la qualità e la puntualità dell’offerta. Il Piano dovrà valutare un sistema di affidamento del servizio, nel quale sia previsto in riferimento all’erogazione delle risorse, meccanismi di incentivo per l’efficienza e la qualità dei gestori. A tal fine dovrà essere previsto un sistema di monitoraggio che permetta un costante controllo della spesa e della qualità del servizio stesso. Per le aree a domanda debole il Piano dovrà valutare la potenzialità di soluzioni in grado di costituire valide alternative all’uso del mezzo privato.
  • Il trasporto pubblico non di linea. Il Piano dovrà provvedere all’integrazione dei servizi taxi, Ncc e Gran Turismo, attraverso la concertazione con i Comuni e le associazioni di categoria, con il trasporto pubblico tradizionale. La stessa Regione dovrà promuovere la regolamentazione del settore attraverso l’approvazione di un Testo Unico sul trasporto pubblico non di linea anche per eliminare i fenomeni di illegalità e abusivismo delle licenze.
  • La mobilità privata. Il Piano dovrà incentivare e diffondere la ciclabilità come modalità di trasporto individuale, sia di persone che di merci. L’uso della bicicletta, mezzo di trasporto sostenibile, a zero emissioni, silenziosa e a basso consumo di spazio, dovrà essere la reale alternativa all’utilizzo dell’auto in ambito urbano, come integrazione ai servizi di trasporto collettivo, come strumento di valorizzazione, in ottica di turismo sostenibile, del patrimonio naturale e culturale della Regione.
  • Definizione di strumenti normativi e incentivi mirati a ridurre il bisogno di mobilità. Il Piano dovrà promuovere la condivisione dei mezzi di trasporto privati (car pooling) e favorire la diffusione di sistemi come il telelavoro, la telemedicina e l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione con servizi on-line. Infine, l’attuale sistema integrato tariffario dovrà essere completamente condiviso sull’intero territorio regionale e da tutte le aziende d trasporto, consentendo ai cittadini di viaggiare con una sola tessera a micro-chip e di fruire di molteplici servizi di mobilità (ferrovie, metropolitane, autobus, car sharing, bike sharing, parcheggi, ecc.).

[1] Legge Regionale 6 luglio 1987, n. 37 “Norme per la redazione del Piano generale dei trasporti della Regione Lazio. Disciplina transitoria dei pubblici servizi di trasporto di persone”.