Piano Regionale della Mobilità dei Trasporti e della Logistica
E' disponibile il documento completo: Linee Guida PRMTL (PDF)
INTRODUZIONE AL PRMTL
Al fine di controllare lo sviluppo disordinato e spontaneo del territorio, le varie Amministrazioni che hanno governato
Per i motivi più disparati, questi studi non sono mai divenuti strumento di pianificazione del territorio regionale anche per la mancanza di sinergie con tutti gli altri soggetti che avrebbero dovuto partecipare alla concreta elaborazione del PRT.
Per non disperdere il patrimonio scientifico acquisito né le risorse spese nell’alternanza delle giunte politiche che hanno governato
Considerata la complessità di un intervento organico del territorio, l’Assessorato non ha ritenuto sufficiente agire attraverso un PRT, che ha l’esclusivo compito di soddisfare una domanda di mobilità formata su una crescita del territorio spontanea e non governata, ma ha inteso lavorare alla stesura di un piano che:
· individui prioritariamente l’assetto complessivo da dare alla mobilità regionale;
· definisca un sistema a rete in grado, già da ora, di soddisfare la domanda col minimo costo, ma con un livello di servizio e “comfort” tale da spostare la mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico;
· dia attuazione a tutte le iniziative programmate, finanziate e/o in corso;
Tale strumento è stato individuato nel Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica PRMTL, i cui contenuti sono sintetizzati nei 3 sistemi:
1. Sistema ambientale inteso come l’insieme dei vincoli a difesa del patrimonio storico monumentale, paesistico e naturalistico e di sviluppo sostenibile del territorio;
2. Sistema insediativo inteso come complesso di tutte le strutture che ospitano le funzioni e le attività a servizio della popolazione e la conseguente mobilità;
3. Sistema relazionale inteso come l’insieme delle infrastrutture della mobilità;
Il PRMTL rappresenta il principale strumento di pianificazione dei trasporti. Ad esso è quindi attribuito il compito di ottimizzare il sistema di trasporto in ambito extraurbano attraverso un insieme coerente di interventi, individuati in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti, nel rispetto dei valori ambientali e finalizzati al miglioramento delle condizioni di circolazione e di sicurezza stradale, alla riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico ed al risparmio energetico.
Il Piano Regionale della Mobilità verrà costruito grazie al fattivo contributo di tutti i soggetti istituzionalmente competenti e della società civile in generale. Sarà perciò possibile pervenire a decisioni convenienti per la collettività ed ampiamente condivise.
Il disegno strategico iniziale rappresenterà l’avvio di un “processo” che con continuità nel tempo, attraverso la redazione di una molteplicità di documenti, costruirà il Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica della Regione Lazio.
METODOLOGIA DI SVILUPPO DEL PIANO
Il Piano Regionale è uno strumento essenzialmente volto a proporre l'adeguamento delle infrastrutture e dei servizi di trasporto alla dinamica territoriale, finalizzata a ristabilire un equilibrio fra domanda e offerta di trasporto individuale e collettiva. Come tale esso poggia su tre analisi fondamentali:
· l'uso attuale del territorio
· l'uso futuro del territorio
· le proposte di intervento
Un accurato esame degli scenari temporali consentirà di definire non solo gli interventi propositivi richiesti dall'evolvere della situazione, ma di formulare altresì una politica di graduale implementazione del Piano. Perciò occorrerà elaborare una strategia fatta di interventi calibrati e coerenti; strategia che per essere efficace deve anzitutto fondarsi sulla fattiva collaborazione di tutte le parti interessate. L'analisi degli studi esistenti serve per fornire un quadro quanto più dettagliato e preciso circa l'attuale situazione dei trasporti nel territorio regionale.
La mobilità, ovvero lo spostamento nel territorio di una singola persona, genera la necessità di utilizzazione di un mezzo di trasporto generico. Nell'arco della giornata più persone necessitano di mobilità, costituendo così una domanda di trasporto. Affinché la domanda di trasporto sia soddisfatta è necessario creare un sistema di trasporti, che richiede per il suo esercizio la realizzazione di una opportuna infrastruttura.
Per poter quantificare numericamente la mobilità, valutarne esigenze ed effetti, è necessario censire gli spostamenti, diversificandoli per funzione espletata. In tal senso la mobilità può essere classificata in relazione a diverse caratteristiche, come l'ambito territoriale, l'ambito temporale, la periodicità e i motivi di spostamento.
In relazione all'ambito territoriale in cui si verifica lo spostamento si può definire extra-urbana una mobilità all'esterno dei nuclei abitativi, e urbana una mobilità al'interno dei nuclei abititativi. Lo spostamento extraurbano può essere a sua volta di tipo intercomunale o comunale a seconda che avvenga in due o più territori comunali piuttosto che all'interno della medesima area comunale.
In relazione all'ambito temporale dello spostamento si possono differenzare due diversi scenari: la mobilità attuale e la mobilità futura. All'intenro di ciascuno scenario si può parlare di mobilità annua, giornaliera, feriale, festiva etc.
Il tipo di spostamento, ovvero la posizione dei punti di origine (O) e di destinazione (D) dello spostamento rispetto all'area di studio considerata permette di suddicvidere la mobilità in mobilità interna, in entrata, in uscita o mobilità passante.
La classificazione di maggior interesse degli spostamenti è però quella relativa alla loro periodicità di accadimento. In tal senso gli spostamenti appartengono a due categorie principali: spostamenti sistematici e non sistematici. I primi, compiuti in fasce temporali fisse della giornata, sono quelli legati motivi di lavoro e di studio; i secondi, compiuti nell'arco della giornata, sono quelli dovuti a motivi vari.
La catalogazione della mobilità per motivi di spostamento (lavoro, studio, acquisti, visite, relazioni interpersonali, attività del tempo libero, turismo etc.) permette di localizzare meglio nello spazio e nel tempo la corrente di traffico da essa generata.
Ai fini di un'indagine di carattere generale è necessario catalogare come mobilità sistematica le seguenti tipologie, disaggregate per motivo o tipo di spostamento:
· mobilità occupazionale: spostamento per motivi di lavoro dei residenti nell'area analizzata.
· mobilità occupazionale passante: spostamento per motivi di lavoro dei non residenti nell'area di studio, con O-D esterna all'area analizzata;
· mobilità scolare: spostamento per motivi di studio dei residenti e non nell'area analizzata.
Si possono invece catalogare come fenomeni di mobilità non sistematica le seguenti tipologie per "motivi di ambito temporale":
· mobilità residenziale : spostamento dei residenti non occupati per motivi vari;
· mobilità festiva: spostamento in uscita per motivi di lavoro (ferie e festività) dei residenti nell'area analizzata;
· mobilità turistica: spostamento nell'area analizzata dei turisti indigeni e stranieri;
· mobilità di tempo libero occupazionale: spostamento dei residenti nell'area analizzata per attività nel tempo libero;
· mobilità del tempo libero scolare: spostamento degli studenti residenti nell'area analizzata per attività nel tempo libero.